#MOchebelmuseo

#MOchebelmuseo

È una iniziativa della Gazzetta di Modena nata con l’intento di valorizzare i Musei della provincia modenese. Musei di non grandi dimensioni eppure custodi dell’identità del territorio, propulsori di crescita culturale, e di turismo consapevole e sostenibile. La prima tappa di questo viaggio nella cultura del nostro territorio ha toccato Spilamberto e il Museo del Balsamico Tradizionale.

Tre sono state le tappe: l’incontro con una classe quinta della scuola primaria di San Vito, la visita di un gruppo di influencer, l’evento in Museo accompagnato dalle letture di Lino Guanciale e il laboratorio per piccoli chef.

Influencer
Non troverete un modenese che non abbia un po’ di pazzia nella testa», è con questa frase che il Gran Maestro Maurizio Fini ha accolto il gruppo di influencer nella casa dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena a Spilamberto, «perché bisogna essere un po’ matti per regalare al mondo qualcosa che è frutto di 25 anni di cure attente e rigorose». Assieme a un gruppo di lettori della Gazzetta, sono venuti a raccontare il Museo e i segreti del Balsamico Salvatore Rossini (@totorossini), pallavolista di Modena Volley, dove gioca nel ruolo di libero; Raphaela Lukudo (@raffalabionda), velocista italiana in forza all’Esercito e campionessa italiana nei 400 metri piani; Alex Candini e Omar Pancani di Voiago (@voiago), agenzia che crea esperienze di viaggio 100% personalizzate; David D’Amato in arte DAMAT (@damat_drummer), street drummer che riempie intere piazze suonando con piatti, padelle e secchi di plastica; Fabio Vetro (@fabio.vetro), professore di musica seguitissimo sul suo canale Youtube, dove insegna a suonare con il flauto dolce le ultime hit musicali; i fotografi Mattia Bianco (@doubleuwhite), Federico Neri (@freddib_) e Marcello Coslovi (@marcellocoslovi) del collettivo fotografico Down Town (@downtown_lab). Incuriositi e affascinati dalla storia e dai segreti del balsamico, e dai racconti del Gran Maestro, gli influencer si sono immersi nei profumi delle sale del Museo e dell’Acetaia, hanno scattato foto, girato video per far vivere il Museo ai loro follower, trasformando Instagram in un generatore di valore per il Balsamico e tutto il territorio. Seguite gli hashtag #MOchebelmuseo e #stillemptyMODENA per vedere i loro lavori.

Gli alunni della 5aF e il Mgalasso
Grazie alla dirigente scolastica Margherita Montalbano e alle maestre Mary, Irene e Lisa, il Museo del Balsamico Tradizionale è entrato in classe, portando i valori del Balsamico tra gli alunni della 5a F della scuola primaria Trenti di San Vito di Spilamberto. Questa è la classe di Aurora che ha imparato dal nonno a pestare l’uva coi piedi, di Amarpreet che a casa ha una batteria di barili per la produzione dell’aceto fatto secondo tradizione modenese, di Alex che i barili ce li aveva e ora non ce li ha più.

La prof.ssa Elena Corradini, docente Unimore, ha poi stimolato i bambini a riflettere sull’importanza dei Musei come luoghi ove imparare nuove cose ed esplorare anche mondi lontani nel tempo o nello spazio. Prima i bambini prendono confidenza coi Musei, più da grandi saranno naturalmente portati a considerarli un’esperienza normale, interessante e preziosa per la loro crescita. Ma come fare per rendere la visita al Museo una esperienza coinvolgente?  Abbiamo chiesto aiuto al Magalasso, il drago tutto spilambertese, golosissimo di aceto, che i bambini hanno immaginato di avere come specialissima guida al Museo. Tutti hanno ritratto il Magalasso e i loro disegni sono stati esposti all’ingresso del Museo, a dare il benvenuto ai visitatori.

L’evento
Sabato 15 dicembre, in collaborazione con la Gazzetta di Modena e il Comune di Spilamberto, il Museo del Balsamico Tradizionale ha aperto le sue porte a tutti i protagonisti di questa magnifica iniziativa per far conoscere i segreti del Balsamico e le sue stanze  che raccontano la storia e le tecniche di produzione e assaggio di uno dei tesori più conosciuti del territorio modenese. A fare gli onori di casa il sindaco di Spilamberto Umberto Costantini e il Gran Maestro della Consorteria Maurizio Fini.

Lino Guanciale, noto attore oramai modenese di adozione, ha partecipato leggendo alcune tra le tesine più interessanti custodite negli archivi della Consorteria.

Mentre gli alunni della 5a F, con il prezioso aiuto di Germano Orienti e del sindaco Umberto Costantini, preparavano un gustoso assaggio di tortelloni di ricotta al Balsamico da offrire agli intervenuti, il Gran Maestro Maurizio Fini guidava gli ospiti nella visita all’Acetaia della Consorteria. Una perfetta sinergia.

La giornata si è poi conclusa in tarda serata con piena soddisfazione di tutti.

Foto Diego Camola


53° Palio di San Giovanni a Roberto Cavoli di Marano sul Panaro

Il miglior Balsamico dell’anno 

Roberto Cavoli di Marano sul Panaro, con il suo Aceto Balsamico Tradizionale, si è aggiudicato il 53° Palio di San Giovanni con 320,960 punti.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Spilamberto, sulla piazza dominata dalla Rocca Rangoni. Il primo classificato ha ricevuto prestigiosi premi: il diploma ufficiale della Consorteria, un cucchiaino d’oro per l’assaggio e il “Torrione di Spilamberto”, un bassorilievo in bronzo che raffigura il Torrione, simbolo di Spilamberto.

ph©elisabetta baracchi-serena campanini

149° Fiera di San Giovanni
Spilamberto 2019
Sabato, 24 Giugno 2019


Khalid Dahbi in Spilamberto

​Khalid Dahbi is a British-Moroccan chef known for his culinary art and prestigious cooking for well-known personalities and celebrities, including the British Royal Family. He is known for his elegance and creative menus.

During his trip up on the hills of Modena, Khalid stopped in Castelvetro di Modena, but most of all in Spilamberto to visit this Museum and the Consorteria of Traditional Balsamic Vinegar, welcomed by Grand Master Maurizio Fini.

Here he had the chance to learn about this tradition - orally transmitted, generation after generation, for centuries - and taste this unique Vinegar, produced with passion and patience of the people from Modena.

This video has been mainly recorded inside the Museum and in our Vinegar Loft